Opinión detallada de napoleone52
napoleone52
Arezzo, Italia99%
Erano anni che questo trenino mi sferragliava in testa e finalmente, senza saperlo, nel centenario della costruzione della linea, ecco l'occasione per fare questa esperienza, a mio avviso indimenticabile!
Dire a mio avviso è assolutamente improprio: forse sarebbe meglio dire "a nostro avviso" visto che in viaggio eravamo tre "trivaghisti"! Si può dire così? Non so...ma per la cronaca eravamo: io, Napoleone52 con Nove50 e Tennis.
Eravamo curiosi già alla partenza da Tirano (Valtellina): alla stazione ci avvertono che non servono più i documenti per l'espatrio: il treno, dopo pochissimi km in territorio italiano, entra subito in terra svizzera. Anche gli Svizzeri, si vede, sono diventati meno rigidi e precisi! Alla stazione colpisce subito il color rosso delle vetture: vetture tradizionali o a grandi vetrate... In coda, almeno nel periodo estivo, alcune vetture panoramiche aperte di color giallo. Tradizionalmente il trenino era infatti giallo, ma nel tempo è stata presa la decisione di cambiar colore da giallo in rosso e da qui il nome con il quale è conosciuto.
Partiti da Tirano ecco il trenino sfiorare case, piazze: siamo in treno o in un filobus? Quasi un tram di una grande città che sembra convivere con i suoi abitanti... Ecco sfiorare l'abside del Santuario della Madonna di Tirano ed iniziare la sua avventurosa salita. Se Tirano si trova solo a m 429 s.l.m. il punto più alto della linea è a m.2253 s.l.m. all'Ospizio Bernina. Il dislivello è così importante che necessariamente porta a visitare paesaggi completamente diversi: vigne, frutteti, boschi, prati e rocce!
Bernina Express9
Valoración
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Accesibilidad
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Se tiene que ver
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Barato
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Número de atracciones turísticas
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Idóneo para niños
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Il nostro percorso è andato da Tirano a St. Moritz: 61 km in quasi 2 ore. Ma vediamo alcune tappe... Ecco avvicinarci a Brusio, famosissima località per il suo viadotto elicoidale... Sembra di fare quasi un girotondo, o meglio un giro di vite! Gli animi, al suo arrivo, si surriscaldano: click, click, click....le macchine fotografiche impazziscono; le teste dei viaggiatori s'incrociano ed urtano per cercare il posto migliore per fermare l'immagine... Sotto, noncuranti, pascolano le mucche, sicuramente ignare dell'eccitazione che regna nei vagoni! E più avanti, tra il verde delle valli, ecco affacciarsi il lago di Poschiavo. In realtà il lago si trova nella zona denominata Le Prese, ma il nome con cui è conosciuto è quello della località di Poschiavo. E' proprio qui che il treno si ferma: alla stazione doppio binario per permettere ai treni di scambiarsi: quelli diretti in Italia, quelli diretti a St. Moritz... E ancora più su, come un serpente che si attorciglia, ecco il "rosso" inerpicarsi sulla montagna lasciando intravedere, dai suoi finestrini, ora un paesaggio a dx, ora lo stesso panorama a sx. Eccoci al punto più alto: l'Ospizio del Benina con i suoi 2.256 metri di altitudine... Lo sguardo si volge sul ghiacciaio di Morterash e sulle acque del lago Bianco il cui colore mi fa ritornare alla mente quello di certe caramelle trasparenti, vitree alla menta! (mente, menta....scusate il bisticcio di parole!) E la discesa ha inizio: siamo nella valle dell'Inn e, seguendo il corso del fiume, ci dirigiamo verso Pontresina e St. Moritz, celebre località dell' Engadina (a me, in realtà ha un po' deluso!) col suo omonimo lago.
Un treno da 4 stagioni, mi piacerebbe dire, se non fosse così distante, lo riprenderei per gustare i colori autunnali, il bianco invernale, la fioritura primaverile... Il verde estivo l'ho apprezzato, anzi lo abbiamo apprezzato!