Opinión detallada de Stilton
In occasione del mio recente viaggio a Roma non poteva mancare una visita ai Musei Vaticani.
Biglietto prenotato via internet, con un sovrapprezzo di 4 euro dovuto al pagamento con Carta di Credito (peraltro obbligatoria) e poi una ricerca delle “cose da vedere" su vari siti web, compreso quello ufficiale, con qualche idea sui percorsi (sono proposti percorsi “brevi" ed altri più esaustivi, dipendenti dal tempo a disposizione e dalla voglia di vedere, nonché di camminare) oltre che, ovviamente, una lettura delle opinioni espresse dagli altri viaggiatori che già ci sono passati.
Nei Musei Vaticani sono presenti affreschi, sculture, oggetti di ogni genere, opere di Giotto, Beato Angelico, Perugino, Pinturicchio, Leonardo, Tiziano, Guercino, van Dyck, Michelangelo, Raffaello, Veronese, Caravaggio, e molti altri, ma anche artisti moderni con opere di Sironi, Sassu, Guttuso, Chagall, Gauguin, Morandi, Klee, Wassily Kandinsky, De Chirico, Picasso, Velasquez e tanti altri. Una visita quindi di tutto rispetto in uno dei maggiori musei mondiali.
Prenoto per le 9.30, in modo da entrare di buon mattino, per evitare la folla, ma neanche troppo presto visto che potrebbero esserci disguidi negli spostamenti in città. Sul sito ufficiale si raccomanda di arrivare con una mezz’ora di anticipo pertanto eccoci sul tram che in men che si dica ci porta in piazza Risorgimento, punto nevralgico dei trasporti romani essendo questa una piazza confinante con lo stato Vaticano.
Museos Vaticanos9
Valoración
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Accesibilidad
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Se tiene que ver
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Barato
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Arquitectura
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Concepto
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Exposición
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Interés
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E’ un venerdì di aprile e "presumo" possa essere una giornata non eccessivamente affollata, magari il sabato e la domenica essendo festivi.... e poi su qualche forum si suggerisce di evitare il lunedì, dove quasi tutti i musei di Roma sono chiusi e i Musei Vaticani restano tra le poche attrazioni di questo genere da vedere in città.
Una rapida occhiata intorno e lo sguardo va verso le imponenti mura che circondano il Vaticano. Sotto di esse corre un marciapiede che si snoda verso l’ingresso dei musei ma una sorpresa si presenta: una bella fila di gente sta già in paziente attesa e avanza lentamente verso la meta dei musei.
Trovandoci qui per la prima volta non conosciamo quanto dista l’ingresso ma dopo un breve momento di perplessità, forte delle informazioni recuperate sulla rete e della prenotazione in tasca, decido di fare il tragitto di avvicinamento spostandoci sull’altro lato della strada, per camminare più spediti e nel contempo evitare di dare l’impressione di voler passare davanti a tutti (cosa oltremodo spiacevole per chi la subisce), scoprendo che c’era un bel tratto di strada davanti a noi, roba di qualche oretta di paziente fila.
Giunti all’ingresso ci accodiamo ad un gruppetto che sta entrando sul lato destro dove solerti incaricati di servizio controllano che disponiamo della ricevuta di prenotazione utile a saltare la fila prima citata. Nel giro di pochi minuti, passando per gli scanner di controllo antiterrorismo, tipo aeroporti, ci troviamo all’interno nella hall dove trovano posto le biglietterie.
Chiesto lumi a un’addetto alla vigilanza in divisa veniamo dirottati a lato dove si trovano gli gli sportelli "prioritari" per convertire le prenotazioni in biglietti. Poche persone davanti e poi eccoci con in mano il tagliandino di ingresso. Per scrupolo, visto che eravamo in buon anticipo chiedo se dobbiamo attendere l’orario prenotato ma l’addetto alla biglietteria ci risponde che possiamo entrare da subito, alla faccia degli orari precisi e scaglionati sbandierati sul sito ufficiale (o probabilmente sono fatti rispettare per i grossi gruppi organizzati).
Con noi avevamo uno zainetto con dentro, tra l’altro, la macchina fotografica e la videocamera. Mentre mia moglie chiede ad un commesso se lo dobbiamo depositare e questi gli risponde di portarlo al guardaroba, io chiedo ad un altro, probabilmente di grado più elevato, che come risposta dice che “può passare", lasciando con un poco di imbarazzo l’altro collega che suo malgrado ne accetta il responso; meglio così anche perché al guardaroba bisognava passare prima di fare il controllo scanner e significava uscire e rifare nuovamente il percorso di ingresso, e poi meno male ho pensato tra me, perché, nonostante avessi letto che non si poteva fotografare e/o filmare, scopriamo che il divieto è di fatto in vigore ma limitato solo alla Cappella Sistina.
Un breve scalone ci consente di giungere ai tornelli di ingresso, e previa strisciatura del biglietto, tipo entrata al metrò, accedere ad una lunghissima scala mobile che ci porta ai piani alti. Qui giunti si possono affittare auricolari e guide ed ha inizio il percorso vero e proprio. A lato si accede ad un primo cortile dove si trova un’ara romana e si gode di uno scorcio della cupola di San Pietro e dei giardini vaticani.
Rientrati nel percorso si passa attraverso le sale del museo egizio poi nel museo Chiaramonti, una interminabile serie di opere greco-romane quali statue, busti, sarcofagi. Fuori un bellissimo cortile detto della Pigna, creato dal Bramante, dove nel piazzale antistante la fontana e la grande Pigna trova posto una scultura moderna di Giò Pomodoro; attraversando il cortile si può saltare la parte Etrusca (non di meno interessante) accorciando il percorso, accedendo direttamente al Palazzo Belvedere e alle sale del museo Pio Clementino. Nel cortile Belvedere vi sono veri capolavori della scultura classica quale il Lacoonte, la statua di Hermes, l'Apoxyomenos e la colossale statua di Antinoo.
Mi scuso e non ne abbiate a male se non mi soffermo sulle singole opere ma per farlo ci vorrebbe una enciclopedia e non mi pare sia il caso, dato la notevole bibliografia disponibile al riguardo e le autorevoli ed esaustive opinioni già presenti su Trivago.
Così proseguendo si passa per le sale adiacenti, la Pinacoteca, i Mosaici, la Galleria dei Candelabri, la Galleria degli Arazzi, la Galleria delle carte Geografiche, la Sala dell’Immacolata, l’appartamento Borgia, le Stanze e Logge di Raffaello, la Collezione di Arte religiosa moderna.
Interi saloni con dipinti e stucchi in ogni angolo, stanze, vani, corridoi e ancora corridoi, stanze, cortili e saloni, tutti colmi di sculture, quadri, arazzi, oggetti di pregio: una quasi "sbornia" d’arte.
Nonostante l’accesso mattiniero, visto che abbiamo cercato di vedere un po’ tutto, alla fine ci si è ritrovati nella cappella Sistina, pezzo finale per tutti i percorsi e da tutti visitata, già stracolma di gente.
È una grande aula rettangolare, coperta a volta; le pareti lunghe sono illustrate da artisti quali Perugino, Botticelli, Rosselli, Domenico Ghirlandaio, il Pinturicchio, Piero di Cosimo e altri con scene sulla Vita di Mosè e la Vita di Cristo.
Le opere di gran lunga più famose sono quelle di Michelangelo, incaricato di decorare la volta con la Genesi e una rappresentazione dell'umanità in attesa della venuta del Messia mentre sulla parete dietro l'altare risalta il Giudizio Universale, che il recente restauro ha riportato allo splendore originario.
Si osservano così queste opere immersi in una vasca colma di gente, una full immersion, qui nella cappella più famosa al mondo, che coi sui capolavori lascia un po’ storditi, lì fermi sulla mattonella faticosamente conquistata, col naso e gli occhi all’insù a guardare le pareti e la volta, straripanti di pitture.
Mentre osservi e sottovoce scambi qualche commento la folla presente tesse un brusio che via via si alza sempre più di tono sino a che un addetto alla vigilanza tuona "silenzio prego" e per pochi istanti tutto tace, e poi ritorna ancora brusio, dapprima lieve e sommesso e di nuovo aumenta nel volume sinchè il tizio della vigilanza tuona "silenzio prego" in un ripetersi ciclico che ti accompagna, come un’onda che risacca sulla spiaggia.
Nessuno sollecita, nessuno pone fretta, tutto è lasciato all’interesse ed al tempo disponibile. Forse mi aspettavo maggior emozione, forse i particolari non erano facili da cogliere, forse la quantità di immagini stempera e confonde. Corpi vigorosi che si intrecciano a raccontare storie bibliche a colori, fatte in tempi che non conoscevano le immagini in bianco e nero.
Usciti dalla Cappella, altre sale con esposti quadri ed oggetti di arte moderna e ancora altri corridoi che portano verso altri locali tutti rigorosamente pieni di affreschi, di stucchi ed opere d’arte.
Di quando in quando lungo il percorso, si incontrano dei banchetti che vendono souvenir e si passa dalla Biblioteca Apostolica al Museo Missionario Etnologico.
Si arriva infine al Book Store principale che si apre sullo scalone a doppia spirale del Bramante, due indipendenti scalinate a doppia elica che non si incontrano mai. Infatti a scendere si giunge all’uscita ed a risalire non si incontra chi scende.
Vicino al Book Store trovano posto l’ufficio postale e filatelico, il bar, il ristorante ed i servizi igienici.
Prima dell'uscita si incontra il locale adibito a guardaroba e poi fuori è ancora presente la lunga fila di quelli in attesa di entrare a fare il biglietto per visitare i Musei. Armati di bottigliette d’acqua e soprattutto di infinita pazienza popolano questi dintorni delle mura vaticane certi che la fatica dell’attesa sarà alla fine premiata.
In questa visita abbiamo optato per un percorso fai da te, supportato da una guida tascabile in formato cartaceo anche se, indubbiamente, altre forme di supporto quali la guida audio o meglio ancora una visita guidata, avrebbero consentito un maggior conoscenza e approfondimento di quanto si andava scoprendo.
Se proprio non volete fare la prenotazione suggerisco di scegliere l’orario intorno alle 13 dove al la fila diviene più ridotta. Inoltre, al venerdì per chi volesse, (da Aprile ad Ottobre), c’è anche l’apertura straordinaria serale nell’ambito delle iniziative “Musei di sera".
Oltre che consigliare caldamente la visita a questi musei, veramente eccezionali, suggerisco di bandire la risparmiosità e prenotare in anticipo tramite il web. Ne trarranno vantaggio il corpo e lo spirito (soprattutto se fuori piove o fa molto caldo).