Opinión detallada de Stilton
Oggi come da programma siamo a Fatima. La raggiungiamo con l’auto, noleggiata al nostro arrivo all’aeroporto di Lisbon,a non prima d’aver visitato due bellissime località portoghesi: Obidos, una cittadina medievale e Nazarè, posta sull’oceano atlantico con mezzo paese su una spiaggia stupenda e l’altra metà su uno sperone di roccia tutto da vedere.
Qui a Fatima abbiamo prenotato una camera per il pernottamento e ci arriviamo nel tardo pomeriggio. Dopo esserci sistemati all’hotel e cenato in un ristorantino locale ci avviamo verso il Santuario.
Nei dintorni, lungo la strada, incontriamo i tipici negozi di medaglie, statuine e ricordini vari, che lodevolmente sono disposti nella cittadina, ma rigorosamente all’esterno del complesso del Santuario ed in fondo non disturbano più di tanto: a chi interessa bene, sennò tira dritto.
Ovviamente anche qui si cerca di sfruttare al meglio la situazione turistica e sono sorti, oltre ad alberghi e negozi, anche numerosi musei che, dietro pagamento di un ticket, invitano a visitare, proponendo del materiale su qualche tema religioso. Tra questi, uno dei più interessanti, ritengo sia il museo delle cere che ripropone la storia delle apparizioni con quadri composti da figure in cera.
Basílica de Nuestra Señora del Rosario de Fátima8
Valoración
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Accesibilidad
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Se tiene que ver
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Ambiente
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Arquitectura
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Nel piazzale del santuario si entra attraverso vari accessi, presso uno di questi si può vedere un pezzo del Muro di Berlino; il cancello di ingresso principale, che porta scritto in varie lingue: "Io sono la porta", si apre sull’enorme piazzale: nel suo centro spicca la statua del Sacro Cuore innalzata in cima ad una colonna.
Sullo sfondo si erge la Basilica, inaugurata il 13 Maggio 1928 dall’Arcivescovo di Évora D. Manuel da Conceição Santos, bianca e imponente, illuminata a giorno dai fari, risalta nel buio della serata con una statua della Madonna incastonata nella torre campanaria e sulla cima una grande croce illuminata. In basso un porticato, con una serie di dipinti raffiguranti scene del vangelo
Quello che subito colpisce è il grande silenzio che aleggia intorno e, nonostante la presenza di centinaia di persone, vi si trova una forte sensazione di pace in un’atmosfera che lascia stupiti.
Ma tornando con i piedi per terra, notiamo, sul lato sinistro della grande piazza, il punto di informazioni, dove si possono reperire indicazioni per la visita e sapere tutto quanto serve sulle funzioni in programma; nel caso si arrivi fuori orario, in una bacheca si trovano esposte, in numerose lingue, alcune indicazioni e gli orari utili per il visitatore.
Più in là, in uno spazio apposito super attrezzato e fornitissimo, vi sono dei banchi suddivisi in tante caselle contenenti candele di colore giallo-marrone, il cui colore presumo sia frutto dei molti recuperi e riciclaggi della cera colata e recuperata nei giorni precedenti; candele di tutte le misure (lunghe anche più di un metro) e con forme svariate (dalla classica cilindrica a quella con forma di mano o gamba) con esposto su un cartellino il corrispondente prezzo. Si prendono e si pagano, depositando le monete nella apposita cassetta, tutto all’insegna della fiducia ed in autonomia.
Queste candele si possono accendere esclusivamente in un’adicente spazio attrezzato con tanto di supporti a pinza su vasche raccogli cera e cappe aspiranti per il fumo e il calore.
Poco distante una cappellina bianca ed una statua della Madonna, davanti un altare e intorno delle panche per i pellegrini. Questo è il luogo dove sono avvenute le apparizioni, a fianco di un leccio, ancora esistente. Qui si svolgera’ la funzione serale ma ora è ancora presto.
Entriamo nella basilica, che è imponente ma spartana nelle forme e nelle decorazioni. Artisticamente non si presenta molto interessante, unquadro ed una scultura in bassorilevo posti sopra l’altare principale, sui lati 15 cappelle, quanti erano sino ad alcuni anni fa i misteri del rosario, e nelle prime due, ai lati dell’altare principale, sono collocate le tombe dei tre pastorelli . Sul lato destro, guardando l’altare, quella di Francisco e sul lato sinistro le tombe di Jacinta e Lucia. I primi due morirono giovanissimi, negli anni immediatamente successivi alle apparizioni (come predetto dalla Madonna), mentre Lucia, che nel frattempo si era fatta suora, è morta nel 2005. In questo momento nella chiesa vi sono poche persone e ne approfittiamo per una visita in tutta tranquillità.
Nella sala, detta del tesoro, in cui vengono custoditi oggetti collegati alla Madonna, si trova la famosa corona d’oro nella quale è stata incastonata la pallottola che aveva quasi ucciso il papa Giovanni Paolo II a seguito dell’attentato in piazza S. Pietro a Roma. Inoltre tra i cimeli si trova anche l'abito del Papa ed il fazzoletto utilizzato nei suoi ultimi istanti di vita.
Questa attenzione particolare al Papa è dovuta al motivo di aver visto in lui avverarsi la profezia oggetto dell’ultima parte del segreto di Fatima.
Tornando all’esterno notiamo la devozione di persone che percorrono il tragitto che porta alla basilica camminando sulle ginocchia.
Nel frattempo, presso la cappellina bianca, all’esterno del santuario, sempre più persone si vanno riunendo per partecipare alla funzione serale e nel volgere di un breve lasso di tempo ci si ritrova in mezzo ad una vera folla di persone, nonostante sia un giorno feriale e senza alcuna particolare ricorrenza in calendario, per partecipare ad alla recita del rosario commentato in varie lingue e da una processione coi flambeau, molto seguita e sentita dai pellegrini presenti.
La storia
Il Santuario è stato costruito come luogo di culto alla Cova di Iria, sito in cui, nel 1917, apparve la madonna a tre piccoli pastorelli Lucia Dos Santos (poi conosciuta come Suor Lucia e depositaria dei segreti di Fatima) , Giacinta e Francesco Marto.
Questi mentre badavano alle pecore ebbero delle visioni a partire dal 13 maggio 1917 e a seguire nei successivi mesi sino al 13 ottobre, quando avvenne il miracolo del sole, visto e testimoniato da oltre cinquantamila persone, credenti e non, ivi raccolti.
In quelle apparizioni i tre pastorelli, invitati spesso alla preghiera e alla penitenza, ebbero la visione dell’inferno, che voleva fugare il dubbio, sempre più emergente all’epoca (e non solo) dove la società illuminata e addirittura alcune parti del clero, erano sempre più propensi a negarne l’esistenza e furono depositari di numerosi altri messaggi, parte dei quali dovevano restare segreti per lungo tempo, predicendo la fine della I guerra mondiale, il ritorno alla fede del Portogallo oltre alla fine del regime ateo e persecutorio allora vigente, ma anche lutti, nuove sofferenze a causa di una guerra ancora da venire e altre persecuzioni ad opera di nuovi regimi totalitari.
Veniva anche chiesto che la Chiesa consacrasse la Russia al suo Cuore Immacolato, cosa avvenuta dopo vari approcci, titubanze e incertezze, nel 1984 ad opera di Giovanni Paolo II, e nella terza parte, assieme all’immagine del vescovo vestito di bianco che cade sotto i colpi di arma da fuoco vi è un pressante invito alla penitenza e al sacrificio da parte dei cristiani per la salvezza di tutti.
Messaggio forte che supera il concetto del credente che pensa solo a se stesso, tipo che chi si salva da sè fa per tre, ma lega la salvezza propria al sacrificio ed alla preghiera per gli altri, sia essi compagni di fede, non credenti o persecutori.
Se non si ha timore di affrontare il viaggio in una scoperta di tutte le sue parti e sfaccettature, anche la tappa spirituale non può mancare, credenti o meno, d’essere esplorata e qui l’occasione non manca di certo.