Opinión detallada de salamandra
salamandra
Cuneo, Italia99%
Era già da qualche tempo che volevamo andare a provare la cucina dell'agriturismo L'Orto del Pian Bosco di cui avevamo avuto in regalo un buono per due menù completi.
L'occasione è arrivata lo scorso Venerdì di ritorno da un pomeriggio trascorso ad Alba per visitare la mostra dedicata al pittore Morandi.
L'Orto del Pian Bosco non è sicuramente uno di quei locali che ci arrivi per caso. Ci vai perchè lo conosci o perchè ne hai sentito parlare.
Si trova, infatti, nella campagna fossanese, in frazione Loreto, lungo la strada che collega Salmour a Trinità e non molto distante dal casello autostradale.
Sebbene sia vissuta molto tempo a Fossano, erano parecchi anni che non andavo a Loreto e devo ringraziare il navigatore satellitare che, per una volta, ci ha portato esattamente dove volevamo !!
Ciò che contraddistingue il ristorante è il fatto che fa parte di un'azienda agricola che produce verdura e frutta biologica.
L'Orto del Pian Bosco, infatti, propone piatti tradizionali utilizzando ortaggi di stagione prodotti nell'orto dell'azienda o, soprattutto nella stagione fredda, acquistati da altri produttori biologici locali o da presidi Slow Food. Particolare è anche il fatto che, per la preparazione di alcuni piatti, vengano utilizzati prodotti di provenienza ecosolidale.
L'Orto del Pian Bosco9
Valoración
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Accesibilidad
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Se tiene que ver
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Barato
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Ambiente
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Clientes
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Cocina
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Servicio
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Il locale è ospitato in quello che credo sia una vecchia cascina ristrutturata e occupa tutto il primo piano di questa.
L'ingresso si apre subito sulla sala, dove, in un angolo, uno scrittoio in legno funge in modo discreto da cassa.
Entrati nel locale veniamo subito accolti cordialmente dal personale che, vista la nostra prenotazione, ci stavano aspettando.
La sala, disposta a forma di L, è un ambiente che infonde calore, non solo per via della grande stufa a pellet, ma anche per l'uso di mobili e mensole in legno e di colori caldi, come la parete dipinta in rosso vermiglione o la volta in mattoni leggermente a botte.
Sulle mensole trovano spazio alcune guide gastronomiche, libri del territorio e di cibo.
In fondo una elegante madia in legno custodisce bicchieri a calice e bottiglie di liquori.
Tutta una parete è riservata a grandi finestre senza tende che probabilmente nella bella stagione si affacciano su una zona verde che divide l'edificio dal parcheggio.
Mi aspettavo un ambiente più casareccio, invece si vede la cura dei dettagli e la ricerca di raffinatezza.
Nonostante due grandi tavolate, di cui una occupata, siano già state preparate, ci viene chiesto dove desideriamo sederci e noi scegliamo i due tavoli in fondo (siamo in quattro) all'angolo di due finestre.
La scelta, almeno per me, si rivelerà sbagliata.
E' notte, per cui non si può godere della vista, e per di più siamo opposti alla stufa, unica fonte di calore del locale, e si sente freddo.
Le due tavole in legno a cui ci sediamo, insolitamente molto ampie e quindi comode, sono apparecchiate in modo semplice, ma elegante.
Al posto della tovaglia c'è un candido tender sui cui sono poggiati piatti bianchi dalla linea semplice, bicchiere a calice per il vino e bicchiere basso per l'acqua.
Visto che il nostro buono comprende due menù completi, decidiamo di prendere lo stesso per tutti. Il menù completo, ci viene detto, comprende un assaggio di 4 antipasti, un assaggio di due primi, un secondo ed il dolce.
Primo punto a sfavore del locale è il fatto che non ci viene consegnata la carta dei vini, per cui il vino richiesto non è presente, ma viene sostituito in modo eccellente da un'altra etichetta di pari valore (almeno a quanto mi dicono, visto che io sono astemia).
Altro demerito è il fatto che non abbiamo avuto il menù per cui non sappiamo quali piatti comprende.
Sebbene una cena a sorpresa non sia un'idea malvagia, può avere l'inconveniente non solo di trovarsi davanti un piatto che non piace, ma anche un ingrediente verso cui si ha un intolleranza.
In attesa degli antipasti ci arriva uno stuzzichino dalla cucina, cortesia che non è propria di molti ristoranti, che consiste in due piccole bruschette farcite di conserva di pomodori e peperoni leggermente piccanti e di zacusca.
Gli antipasti, che ci vengono serviti a due a due nello stesso piatto, comprendono una scelta di salumi, un'eccellente insalata di rucola con pecorino, noci e quinoa, un piccolo ma spumoso souffle di porri con salsa di gorgonzola e cotechino in crosta su letto di lenticchie, forse un pochino troppo grasso per i miei gusti..
Tutto molto buono e soprattutto saporito. E' bello una volta tanto quando si pranza fuori sentire il gusto dei singoli ingredienti che compongono i piatti.
La cena continua con l'assaggio dei primi: risotto di zucca e tagliatelle con ragù.
Il risotto aveva un gusto ed un profumo eccezionale, la zucca, croccante al punto giusto, aveva la giusta consistenza per un piatto di questo tipo. Purtroppo non si può dire altrettanto del riso, che non risultava cotto in modo omogeneo...peccato.
Le tagliatelle fatte in casa, forse di farro (ma andava verificato sul menù), cotte al punto giusto, avevano un ragù di carne sublime e molto delicato. Così buono non l'ho mai assaggiato ...complimenti!
Se fino a questo punto il servizio è stato sempre puntuale e preciso, di pari passo con gli altri tavoli occupati, con l'arrivo del secondo gruppo numeroso, c'è stata una piccola battuta di arresto.
Una volta ripartiti ho apprezzato poco il fatto di non aver potuto scegliere il secondo. Meno male che non ci è arrivato il coniglio, che era una delle carni previste per la serata, ma una meno impegnativa fesa di vitello al forno accompagnata da patate al formo e cavolfiori in salsa.
Le verdure erano buone e saporite, soprattutto i cavolfiori non erano né troppo molli né troppo crudi. Non ho particolare predilezione per la carne in generale, ma ho apprezzato il fatto che non fosse per niente asciutta.
La possibilità di scelta l'abbiamo avuta, invece, con il dolce. Le nostre scelte sono cadute su torta di nocciole accompagnata da zabaione al moscato e gelato con tortino al creme caramel ripieno di pere.
Non so decidere quale dei due dolci era il più sublime. Entrambe le torte era leggermente calde. Quella di nocciola aveva un gusto autentico nonostante fosse preparata in modo differente da quello tradizionale. Di solito, infatti, le torte di nocciola sono basse e di consistenza secca (per questo si accompagnano spesso con creme o con lo zabaione), mentre questa era molto morbida.
Azzeccato l'accostamento del gelato con il tortino dal cuore tenero di pera.
Abbiamo concluso il pasto con il caffè ecosolidale.
Prezzo finale: 30 euro per menu, bevande escluse. Un buon rapporto qualità-prezzo.
L'esperienza è stata molto positiva.
Ho apprezzato molto la tipologia dei piatti che vengono presentati, semplici e tradizionali, ma che nel contempo hanno elementi creativi che li distinguono, con condimenti leggeri volti ad esaltare il gusto ed il sapore dei singoli prodotti, che qui pare vengano scelti con particolare cura.
Buono anche il servizio, seppur con qualche pecca, sicuramente di livello superiore ad altri locali della stessa tipologia. Si vede l'impegno nel cercare di mettere a proprio agio il cliente.
Ci torneremo?
Sicuramente! Magari per gustare il menù di un'altra stagione, quando l'orto della azienda agricola funziona a pieno regime oppure per partecipare ad una delle cene tematiche che ho visto vengono organizzate ogni tanto.
Tra l'altro, L'Orto del Pian Bosco fa parte del movimento dei Sovversivi del Gusto .... un nome che già da solo è tutto un programma!!
P.S. Le foto che ho allegato non sono purtroppo all'altezza di quanto ci è stato presentato. Le ho caricate unicamente con lo scopo di dare una vaga idea della presentazione.