Opinión detallada de luplay
luplay
porto recanati, Italia100%
Uno spettacolo della natura unito ad un mirabile esempio dell’ardimento umano, il tutto racchiuso in uno spazio ristretto, incantevole, mistico: queste sono le Meteore che dal greco significano “sospese nell’aria.
Un posto singolare, unico al mondo con un’elevata concentrazione di costruzioni monastiche coraggiosamente realizzate su immense rupi in arenaria che sono sopravvissute nei secoli. Molti studiosi si sono affannati a spiegare questo fenomeno geologico pervenendo a conclusioni non sempre concordanti. Quella che viene ritenuta più attendibile è che migliaia di anni fa nella zona fosse presente un grande fiume che andava a sboccare nel mare e nel tempo era stato artefice di questa imponente opera erosiva. Lasciando la soluzione del problema ai geologi quello che conta per il visitatore è lo spettacolo offerto da queste rocce grigie altissime su cui i monaci hanno realizzato nel tempo diversi monasteri.
Le rocce sono circa una sessantina ed i monasteri rimasti sono solo sei dei 24 eremi costruiti dagli ardimentosi monaci sulla sommità delle rupi.
Già pensare ora di realizzare delle costruzioni sopra rocce granitiche di oltre 300 metri sarebbe considerata un’opera di altissima ingegneria dai costi proibitivi. Il solo pensare a come gli eremiti siano riusciti a raggiungere la sommità delle rocce ed a trasportarci i materiali da costruzione costituisce uno di quei misteri che solo la forza della fede può spiegare. Solo una volontà sovrumana di avvicinarsi al divino trascorrendo la loro vita in meditazione e preghiera può giustificare gli sforzi ed i rischi compiuti dai monaci per realizzare i loro conventi.
Ed i monaci, sospesi nel vuoto tra il volteggiare delle aquile, hanno dedicato la loro vita alla contemplazione ed alla preghiera pagando spesso con l’estremo sacrificio questa volontà di avvicinarsi a Dio.
Basta dare un’occhiata ai sistemi utilizzati nel passato per trasportar i monaci sulla sommità per capire i rischi ai quali gli stessi si sottoponevano. Nell’antichità ovviamente non esistevano le scalinate realizzate ai giorni nostri ad uso e consumo dei visitatori ed i monaci venivano issati sulla sommità grazie a scale di corda o ancor più spesso con una sorta di cesta sospese con le corde. Queste ceste venivano issate in cima con un argano posizionato nei pressi di una torre a strapiombo denominata torre del vrizoni (dell’argano).
Per tutte queste considerazioni la visita delle Meteore ( i cartelli che si trovano portano però l’indicazione Meteora) non può essere considerata una semplice escursione turistica,magari da realizzare in pochi minuti come tappa d’avvicinamento al mare greco. Per godere in pieno della bellezza del luogo occorre avvicinarsi con rispetto a queste rocce sacre cercando di non disturbare le comunità monastiche che ancora dimorano nei conventi.
Con il rispetto dei luoghi e della sacralità delle rocce si avrà modo di percepire delle emozioni uniche che lasceranno un ricordo indelebile della visita alle Meteore.
La vita dei monaci è fatta di silenzi, di spiritualità estrema, di una ritualità sconosciuta dalle nostre parti, di suoni e musiche avvolgenti e di profumi inebrianti. Per questo è preferibile visitare questi posti o all’apertura o all’imbrunire quando le chiassose comitive hanno abbandonato questi luoghi sacri per dedicarsi allo shopping nelle vicine cittadine di Kastraki e Kalambaka. Per lo stesso motivo la primavera e l’autunno sono i periodi migliori per la visita anche in relazione alle condizioni climatiche che, con un’eccessiva calura, possono rendere particolarmente difficile l’ascesa ad ogni monastero.
Forse il periodo migliore in assoluto per visitare i monasteri è quello pasquale. La Pasqua è sicuramente la festa più sentita dalle popolazioni di religione ortodossa e in questo periodo si percepisce ancor più intensamente la spiritualità che ammanta questi luoghi. Esiste anche una motivazione molto più materiale che porta ad indicare la settimana santa come la migliore per visitare questi luoghi. Gli orari di apertura sono a volte ridotti al solo mattino e sono previsti dei giorni di chiusura. In questo periodo i fedeli ortodossi nel pomeriggio affollano i monasteri per le preghiere della settimana di Pasqua. Se ci si pone con rispetto e con un abbigliamento adeguato (i fedeli arrivano con abiti eleganti) anche i non ortodossi potranno assistere alle cerimonie fatte di una ritualità del tutto particolare. Nel corso delle stesse si potrà assistere ad i tipici canti medievali uniti ad una spiccata gestualità (il segno della croce con l’ordine delle spalle invertito viene fatto centinaia di volte iniziando con una sorta di inchino verso il basso), ed invocazioni ripetute fino ad arrivare a profumi inebrianti che vengono sparsi per il luogo sacro con modalità che nella religione cattolica vengono usate per l’incenso.
La visita delle meteore richiede almeno due giorni anche perché occorre tener presente che i diversi monasteri osservano delle giornate di chiusura. Bisogna fare attenzione anche agli orari di chiusura, differenti per ciascun monastero con alcuni di essi che limitano la visita alle sole ore antimeridiane.
Per l’ingresso ad ogni monastero si lascia un’offerta di due euro e per le donne è obbligatorio indossare delle ampie gonne che sono messe a disposizione degli ospiti prima di entrare all’interno.
Salendo da Kastraki immediatamente il paesaggio offre scorci panoramici impressionanti con le rocce grigie che regalano immagini indelebili in special modo nelle ore serali della primavera prima che il sole si nasconda dietro il monte Pindos.
Il primo monastero che si incontra, salendo sulla sinistra, è quello di SAN NICOLA ANAPAFSAS. Attraverso alcuni scalini scolpiti nella roccia si sale al convento fatto di chiese piccolissime (come quella di Sant’Antonio di soli 4 metri quadri), di quella principale di San Nicola ornata da pregevoli affreschi e e di altri ambienti al piano superiore.
La vista che si ha sul prospiciente monastero di Rossanou è davvero eccezionale.
Abbandonato il Monastero di SAN NICOLA si trova quello di Rossanou. Il monastero sembra un tutt’uno con il monolite sul quale è stato costruito ed offre gli scorci panoramici migliori. Si arriva al monastero dopo una lunga scalinata, decisamente comoda comunque da percorrere. Il monastero ospita una comunità di suore. All’interno si trova la chiesa della Metamorfosi (trasfigurazione) famosa per il ciclo degli affreschi dipinti dagli iconografi della scuola di Creta. In questo monastero si assiste all’esempio più memorabile della spiritualità delle suore fatta di preghiere, salmi ed un aroma di un profumo inebriante
Salendo ancora la strada si biforca e pendendo la direzione sinistra si raggiunge per primo il monastero di VARLAAM. Il monastero prende il nome dal suo primo fondatore che nel quattordicesimo secolo salì sulla sommità della rupe e vi costruì una piccola chiesetta dove visse completamente da solo fino alla fine dei suoi giorni. Il vero monastero risale agli inizi del 1500 ed attualmente è raggiungibile attraverso una passerella ed una scalinata.
La chiesa si caratterizza per un mirabile ciclo di affreschi di rilevante importanza artistica recentemente restaurati.
Continuando la salita si raggiunge il convento della Trasfigurazione meglio noto come Megalo Meteoro (Grande Meteora). E’ stato il primo monastero costruito nella zona ed anche quello situato più in alto 623 metri. Fu costruito da Atanasio ed all’ingresso c’è la grotta dove visse all’inizio il monaco.
I primi eremeti salirono sulla sommità attraverso ponteggi che si appoggiavano a travi conficcate in buchi nella roccia. In seguito furono sostituiti da scale a pioli molto lunghe che non erano particolarmente stabili. Per gli altri non è che la situazione fosse migliore dato che venivano tirati su con la rete in una salita che durava circa mezzora fatta di scricchiolii e di movimenti circolari sicuramente non rassicuranti.
Dall’anno 1922 sono stati realizzati dei gradini scolpiti nella roccia ed ora la salita, seppur faticosa, è sicuramente sicura e comunque abbastanza agevole. La rete viene ancora utilizzata per il trasporto delle masserizie necessarie per la vita del convento.
Scendendo al bivio e prendendo ovviamente la strada verso sinistra (a destra si ritorna indietro) ci si dirige ad uno dei monasteri più fotografati delle Meteore quello di AGHIA TRIADA o SANTA TRINITA’.
La vista è davvero eccezionale. Con due enormi monoliti di oltre 350 metri separati da un precipizio di circa 600 metri. Sulla sommità di uno dei monoliti è stato costruito il monastero e proprio da là sopra si godono i più incantevoli panorami sulle meteore e sulla città sottostante.
Sulla sommità della rupe si trovano le due chiese, il refettorio, le celle, le cisterne ed altri spazi. All’esterno anche un rudimentale bagno per i visitatori.
Per raggiungere il convento si salgono circa 150 scalini non propriamente agevoli, ma nulla a che vedere con i sistemi utilizzati in passato. Ora viene utilizzata una rudimentale cabinovia che collega il primo monolite al secondo evitando la discesa e la salita successiva. La possibilità dell’utilizzo di questa specie di cabinovia è comunque riservata ai residenti.
Continuando la salita fino a che non finisce la strada si arriva al monastero di Santo Stefano (Agios Stefanos) un convento abitato da monache. Quello di Santo Stefano è il monastero più comodo da raggiungere, vi si arriva direttamente in auto e non si fa quindi alcuna fatica per raggiungere l’ingresso.
Ora è stato costruito un ponte che supera il crepaccio e fornisce un comodo accesso al monastero. Molto ricco l’interno in special modo con il ciborio in legno di elevato pregio e gli affreschi della piccola chiesa. All’interno un piccolo museo, un bel cortile panoramico e le celle delle suore.
Monasterio Meteora10
Valoración
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Accesibilidad
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Se tiene que ver
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Barato
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Ambiente
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Arquitectura
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L'accessibilità non è il punto forte anche se con la nuova autostrada è molto più comodo arrivare nella zona di Kalambaka.